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Ancona, capoluogo di provincia e di regione, è il principale centro urbano ed economico delle Marche.
Sorge su un promontorio a forma di gomito piegato; per questo motivo i greci siracusani, che la fondarono nel 387 a.C., la chiamarono “ankon”, gomito. (MM 1001).
Per approfondimenti sulla storia di Ancona
Il Duomo (MM 1055), dedicato al patrono di Ancona, San Ciriaco di Gerusalemme (morto a Gerusalemme il 01.05.363), spicca per la rara bellezza e per la posizione di dominio sulla città dall’alto del Colle Guasco.
Edificato sui resti del tempio ellenico dedicato a Venere Euplea, il Duomo conserva i resti del Santo martire Ciriaco e rappresenta uno dei più interessanti esempi di architettura romanica delle Marche.
Tra le testimonianze più antiche la città presenta l’Arco di Traiano (MM 1052), realizzato nel 115 d.C. dal famoso architetto Apollodoro di Damasco in onore dell’imperatore romano Traiano (Marco Ulpio Nerva Traiano: 53 - 117 d.C.), che aveva fatto ampliare, a proprie spese, il porto della città, migliorando le banchine e le fortificazioni.
Da qui lo stesso Traiano partì per la vittoriosa guerra contro i Daci, episodio riportato sui bassorilievi della colonna omonima a Roma.
L’arco, che sorge lungo la banchina del porto, si innalza su un alto podio ed è caratterizzato da quattro eleganti colonne corinzie che sorreggono l’attico con la dedica all’imperatore. In passato era ornato di fregi e statue in bronzo, trafugate dai saraceni nel IX secolo.
Per approfondimenti: sulla Cattedrale di S. Ciriaco; sull'Arco di Traiano
Dal 1 al 4 maggio si svolge la Fiera di San Ciriaco (MM 1031), dedicata al Santo Patrono, che richiama turisti da tutta la regione.
Altra importante manifestazione è la Festa del Mare (MM 1032), la prima domenica di settembre, che si conclude con il lancio della corona di fiori in mare a ricordo dei caduti.
Da febbraio a dicembre la città è animata da Ancona Jazz (MM 1033), la più antica rassegna di musica jazz delle Marche.
L’ultimo fine settimana, nei mesi invernali, si svolge nella centrale Piazza Cavour il Mercatino dell’Antiquariato e del Collezionismo. (MM 1034).
Banchina Giovanni da Chio 28, Zona Porto - tel. 071.2225039 (Servizio Cultura).
Edificio dalla caratteristica pianta pentagonale, fu costruito nella prima metà del XVIII secolo nell'ambito della ristrutturazione ed ampliamento del porto di Ancona decisa da Papa Clemente XXII (Cardinal Lorenzo Corsini: 1652 – 1740), su disegno dell’architetto Luigi Vanvitelli (Lodewijk van Wittel: 1700-1773), quale lazzaretto per la quarantena delle persone e delle merci che arrivavano in porto dall’Oriente.
Destinato in seguito a caserma, zuccherificio e manifattura tabacchi, oggi il complesso monumentale rappresenta un importante contenitore di attività culturali e didattiche non solo per Ancona, ma per tutta la regione, ospitando, durante tutto l’anno, esposizioni temporanee, festival e spettacoli.
Per approfondimenti sul Lazzaretto di Ancona
Palazzo Ferretti, Via Ferretti 6 - tel. 071.202602.
Il museo, situato all'interno del cinquecentesco Palazzo Ferretti, storica residenza della nobile famiglia anconetana dei conti Ferretti documenta la preistoria e la protostoria del territorio marchigiano, dal Paleolitico alla fine dell'età del Ferro.
Molto interessanti le ricche testimonianze della civiltà dei Piceni e dei Galli Senoni, tra cui spiccano gli oggetti di alta oreficeria, i vasi attici e la testa in calcare del Guerriero di Numana.
È inoltre visibile una perfetta copia del celebre gruppo scultoreo dei Bronzi dorati di Cartoceto di Pergola (PU).
Per approfondimenti:
sul Museo Archeologico Nazionale delle Marche; sul Museo dei Bronzi dorati e della città di Pergola; sulla dinastia dei Conti Ferretti

Via Tiziano 50 - tel. 071.2811935.
E' uno dei pochi musei tattili al mondo, nato per promuovere l'integrazione delle persone con disabilità visiva, in cui conoscere l'arte attraverso la sorprendente prospettiva delle mani.
Il Museo Omero rappresenta oggi uno spazio innovativo e piacevole aperto a tutti i cittadini e, in particolare, ai bambini, che possono provare l'inedita sensazione di "toccare l'arte".
La ricca collezione tattile include modellini di celebri architetture, come il Partenone di Atene e la Mole Vanvitelliana di Ancona, copie e calchi di famose sculture, come la Nike di Samotracia , la Pietà di S. Pietro in Vaticano di Michelangelo Buonarroti (1475 - 1564), la Venere italica della Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze di Antonio Canova (1757 - 1822), preziosi reperti archeologici, opere originali di artisti contemporanei.
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Per approfondimenti sul Museo Tattile Omero.
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Palazzo Bosdari, Via Pizzecolli 17
tel. 071.2225041.
Ospitata dal 1973 all'interno di Palazzo Bosdari, raccoglie dipinti di straordinario valore per la comprensione della pittura nelle Marche dal XIV al XIX secolo.
Sono esposte opere dei pittori camerti Olivuccio di Ciccarello (XIV-XV sec.), in passato identificato con l'inesistente Carlo da Camerino), e Arcangelo di Cola (XIV-XV sec.), dell'anconetano Andrea Lilli (1565-1630), dipinti dei veneti Carlo Crivelli (c. 1435 – c. 1495), Tiziano Vecellio (1473/1490 - 1576), Sebastiano del Piombo (Sebastiano Luciani: c. 1485 – 1547) e Lorenzo Lotto (1480-1557).
Il Seicento è ben rappresentato da due splendide opere del toscano Orazio Gentileschi (1563 - 1639) e dell'emiliano Guercino (Giovanni Francesco Barbieri: 1591 - 1666), e da un dipinto del cameranese Carlo Maratti (o Maratta) (1625-1713).
La Pinacoteca è intitolata al pittore anconetano Francesco Podesti (1800-1895), che ne promosse l'istituzione fra il 1880 e il 1888 donando numerose sue opere, principalmente cartoni e bozzetti.
Ad esse si aggiunsero opere provenienti da chiese, fondi comunali, depositi e doni di privati.
Assieme alla Pinacoteca, Palazzo Bosdari ospita anche una Galleria d'arte moderna che espone opere di Carlo Levi (1908 - 1998), Luigi Veronesi (1908 - 1998) e di numerosi artisti marchigiani: l'anconetano Corrado Cagli (1910 - 1976), il fossombronese Anselmo Bucci (1887 - 1955), il cuprese Luigi Bartolini (1892 - 1963), lo jesino Orfeo Tamburi (1910 - 1994), i maceratesi Ivo Pannaggi (1901 – 1981) e Valeriano Trubbiani (1937), il morrese Enzo Cucchi (1949).
Per approfondimenti: sulla Pinacoteca civica “Francesco Podesti”; sulla vita e le opere di Lorenzo Lotto nelle Marche; sul pittore anconetano Francesco Podesti.
Piazza del Plebiscito - tel. 071.2225037.
E' ubicato nel centro della città storica, con entrata dalla splendida Piazza del Plebiscito, così chiamata perché qui si svolse il 1860 il plebiscito con il quale le Marche aderirono al Regno d'Italia, ma più comunemente nota come Piazza del Papa, dalla statua dello scultore toscano Agostino Cornacchini (1686 - 1754) che ritrae il Pontefice Clemente XXII (Cardinal Lorenzo Corsini: 1652 – 1740).
Essa fu eretta a cura del Senato anconetano al centro della Piazza, in riconoscenza della concessione alla città del “porto franco” nel 1732 (le merci che passavano per il porto non erano soggette al pagamento della dogana pontificia) e dell'ampliamento del porto, con la costruzione del nuovo Lazzaretto, di cui il Papa aveva incaricato l'architetto Luigi Vanvitelli (Lodewijk van Wittel: 1700-1773).
Il museo si segnala per il moderno allestimento, dispiegato per circa mq.600, con il recupero di spazi dell'antico Ospedale di S. Tommaso di Canterbury (l'arcivescovo Thomas Becket: 1118 – 1170) del sec. XIII, di locali dell'ex Pescheria fondata nel 1817, e di ambienti seminterrati.
Si tratta di un museo della e per la città, che permette di conoscere la storia di Ancona dalla preistoria all'epoca attuale e di favorire il confronto tra città antica e città moderna, utilizzando reperti archeologici, riproduzioni grafiche e fotografiche di edifici, luoghi e personaggi, stampe originali, dipinti, carte topografiche, documenti, ma soprattutto plastici ricostruttivi, con chiari pannelli didattici e video tematici.
Per approfondimenti sul Museo della città
Via Cardeto, Area Casermaggi - tel. 071.2225037 (Museo della Città)
Nel Parco del Cardeto è presente il Deposito del Tempo, all’interno di un piccolo edificio accanto al Campo degli ebrei, antico cimitero ebraico, che ospita la postazione multimediale, attraverso la quale è possibile approfondire, i contenuti dell’itinerario ebraico o lasciarsi coinvolgere dall’audiovisivo artistico realizzato appositamente per il Cardeto e per il Campo degli ebrei.
Il visitatore può così accedere ad un ricco patrimonio di informazioni e conoscenze, esito di un approfondito lavoro di ricerca.
Per approfondimenti sul Deposito del Tempo del Parco del Cardeto
Via Cardeto, Area Casermaggi - tel. 071.2225037 (Museo della Città)

Il Museo Diffuso Urbano di Ancona si fonda sul concetto secondo cui tutto il territorio, nella sua complessa stratificazione, è portatore di un importante patrimonio di storia, tradizioni e valori.
Esso è quindi assimilabile ad un vero e proprio “museo a cielo aperto”.
Il primo percorso realizzato è dedicato alla storia e ai luoghi della presenza ebraica in Ancona. L’itinerario si chiama “Chayim” perché “chai” è la radice ebraica della parola “vivere” e ricorda che attraversa i luoghi della vita civile e religiosa di una comunità molto viva in Ancona, fin dal X secolo, seconda per consistenza numerica nel 1300 solo a quella di Roma, sopravvissuta a molti tentativi di soppressione fino alla tragedia novecentesca della Shoah.
Attraverso un “sentiero museale” che si dirama per tutto il centro cittadino, si riscoprono e valorizzano siti straordinari e densi di storia, tra i quali il Campo degli ebrei, antico cimitero ebraico situato nel cuore del Parco del Cardeto, uno dei più antichi e grandi d’Europa.
Al suo interno sono conservate più di mille lapidi, tra stele e cippi cilindrici, datate tra il XVI e il XIX secolo, recentemente in gran parte restaurate, ricollocate e catalogate.
Per approfondimenti sul Museo diffuso urbano – Chayim: sentieri ebraici
Piazza del Duomo 9
tel. 071.200391
E’ ospitato nei locali dell’ex Episcopio, attiguo alla Cattedrale di S. Ciriaco, probabilmente costruito come monastero, per secoli dimora dei vescovi di Ancona, il cui chiostro conserva colonne ed arcate dell’antica costruzione medievale.
Grazie ad una ragionata successione espositiva cronologica e tematica, può essere letto come sintesi della storia della Diocesi e della Città, attraverso un percorso che copre un vastissimo arco temporale: dal paleocristiano in poi.
Vi sono conservati sarcofaghi, lapidi e lastre graffite; una preziosa pinacoteca con opere che vanno dal 1300 al 1800; il Tesoro della Cattedrale con argenteria, tessuti e suppellettili sacre, oltre ad una raccolta di monete e medaglie del periodo romano e medievale.
Di particolare interesse il Sarcofago di Flavio Gorgonio (IV sec.) e gli Arazzi fiamminghi realizzati su cartoni tratti da modelli di Pieter Paul Rubens (1577 -1640).
Per approfondimenti: sul Museo diocesano; sugli arazzi rubensiani del Museo Diocesano di Ancona
Via Cialdini 1 – tel. 071.5931619 - fax 071.5931233.
In una cornice d’eccezione come il complesso della ex-Chiesa di S. Agostino, famosa per il suo portale in stile gotico fiorito, capolavoro di Giorgio da Sebenico (Giorgio Orsini o Giorgio di Matteo o anche Juraj Matejev Dalmatinac (traduzione di "Giorgio di Matteo il Dalmata"): 1410 – 1473/75), e dell'annesso convento, il cui chiostro accoglie oggi la Sala Museale, si snoda il viaggio nella storia della radio, dalle prime sperimentazioni di Gugliemo Marconi (1874 – 1937) fino ai nostri giorni.
Un tributo al grande fisico italiano, che fu anche ufficiale della Marina Militare Italiana e a lungo collaborò con essa.
L’itinerario realizzato, caratterizzato dalla elevata multimedialità, rappresenta l’evoluzione delle radiocomunicazioni con dettagliate descrizioni legate sia alla tecnica che allo stile, per diffonderle e riceverle attraverso l’etere.
L'esposizione museale è articolata in 4 ambienti principali inseriti nel vecchio chiostro degli agostiniani ed è direttamente connessa alla sala conferenze del Comando in Capo del Dipartimento della Marina Militare dell’Adriatico nella ex chiesa S. Agostino.
All’ingresso si trova la prima ricostruzione interattiva, costituita da un simulatore di sommergibile classe Sauro, uno dei quali ha portato il nome di Guglielmo Marconi.
La sala delle colonne è prettamente espositiva e vuole ripercorrere la storia della radio dal primo esperimenti di Marconi, nel 1895, fino ai cellulari dei giorni nostri, preconizzati da Marconi già nel 1935.
Nella ricerca del migliore coinvolgimento del pubblico, nella sala successiva, dedicata all’Ammiraglio Marconi, i visitatori possono impratichirsi all’impiego della radio con una stazione radioamatoriale realmente funzionante resa disponibile dal gruppo A.R.I. - Associazione Radioamatori Italiani di Ancona).
L’ultima sala è allestita a laboratorio: in essa si possono ricreare esperienze per coinvolgere i visitatori di tutte le età, con l’ovvia preferenza verso gli studenti. Possono essere costruite delle radio, scoprire il funzionamento del coherer, immergersi nei segreti del codice Morse.
I reperti esposti provengono, oltre che da fondi militari, dalla collezione di radio antiche di Filippo Pacelli e dalla collezione costituita dal MOVM Salvatore Pelosi, i cui cimeli sono stati donati al Museo.
Per approfondimenti: sulla Sala Museale "Contrammiraglio Guglielmo Marconi" (MM 1401)
Il territorio comprende il tratto finale del fiume Esino, tra Castelferretti e Rocca Priora, e si distende tra il mare e la collina, dove in posizione panoramica sono visibili resti del castello di Barcaglione e il castello di Falconara Alta, sede del Comune.
(MM 1601)
Per approfondimenti: sulla storia di Falconara M.ma
A Falconara Alta si può ammirare l'antico Castello medievale (MM 1711), che conserva la pianta emicicla, molto simile a quella di Rocca Priora, e l'interessante Chiesa di S. Maria delle Grazie (MM 1715) dal bel portale gotico.
Lungo la statale adriatica, a poca distanza dal parco fluviale della foce dell'Esino, emerge maestosa Rocca Priora (MM 1714), che segnava a nord gli antichi confini di Ancona.
La parte medievale è tipica delle fortezze teutoniche, con la porta d'accesso provvista di ponte levatoio. Interventi posteriori hanno trasformato la rocca in residenza signorile: di grande eleganza la cappella neoclassica interna, probabile opera dell'architetto Luigi Vanvitelli (Lodewijk van Wittel: 1700-1773).
Nei pressi si trova Castelferretti (MM 1712), frazione del Comune di Falconara Marittima, sito nella bassa valle del fiume Esino.
Si tratta di un borgo sorto attorno al Castello fatto edificare tra il 1384 e il 1386 da Francesco Ferretti, della nobile famiglia anconetana dei conti Ferretti, proprietaria del feudo, potenziando la difesa dell’antica Torre dei Ronchi. Nel 1397 il territorio di Castelferretti fu dichiarato contea da Papa Bonifacio IX. Presieduto a lungo dalle forze armate, venne utilizzato come rifugio dalle popolazioni della regione durante le lotte nella Marca Anconitana. Fino al 1600 tutti gli abitanti vivevano nel castello, che era circondato da un fossato ed accessibile tramite un ponte levatoio. Anche la chiesa si trovava al centro del castello; ma nel 1869 gli abitanti l'abbatterono, costruendone una più ampia nella sede attuale.
Il paese si è continuamente ampliato soprattutto nell'ultima metà del XX secolo, con lo spostamento di molte famiglie dalla campagna alla città per il passaggio dall'agricoltura al lavoro operaio ed impiegatizio. Dista meno di un chilometro sia dal casello autostradale Ancona Nord che dall'Aeroporto di Ancona-Falconara. Gli abitanti (Castelfrettesi) sono ora circa 5.500 e fanno parte del comune di Falconara Marittima.
Il Castello è caso unico nelle Marche di castello estense o gonzaghesco, a pianta quadrata con torri quadrate ai lati.
Alla sommità del colle che domina Castelferretti si trova Villa Monte Domini, fatta costruire dai conti Ferretti nel 1505, antica residenza estiva della nobile famiglia anconetana.
La villa comprende edifici originari del '500 e ampliati nel XVIII secolo, ed è raggiungibile dal centro del borgo tramite una lunga e suggestiva scalinata tra due filari alberati. Oggi versa in uno stato di totale abbandono, per cui meriterebbe un urgente intervento di restauro, che possa restituire quest'importante struttura ad un uso che ne consenta la visita al pubblico.
Per approfondimenti: sui monumenti di Falconara M.ma
Unica nel suo genere è la Mostra Mercato Nazionale del Fumetto (MM 1631), rassegna tra le più importanti del settore, che si svolge l'ultima domenica di agosto e sabato e venerdì precedenti; al suo interno si assegna il prestigioso Premio Falcomics.
Il 15 di agosto sull'arenile si tiene la Festa del Mare (MM 1632), che si conclude con una spettacolare serie di fuochi artificiali a cui assistono migliaia di persone.
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Centro culturale “P. Pergoli”, Piazza Mazzini – tel. 071.91771 - Numero Verde 800.439392.
Partendo da un nucleo di opere di importanti artisti marchigiani e dalla collezione del Comune di Falconara Marittima di un unicum di opere di Valeriano Trubbiani (1937) dedicate a Giacomo Leopardi (1798 – 1837), il Centro si caratterizza per un contestuale e inedito valore storico - artistico dell’arte del secondo Novecento rispetto al suo più recente percorso.
Attraverso la nutrita presenza di opere di artisti dei principali movimenti delle neo avanguardie tra gli anni Sessanta e Ottanta (Pop-Art, Arte Concettuale, Transavanguardia, Anacronisti e Neomanieristi), il visitatore può avvicinarsi ai contesti estetici da cui parte l’esperienza progettuale in ambito artistico che viviamo ai nostri giorni.
Il Centro si propone come presidio didattico permanente, rivolto sia agli adulti, in particolar modo alle famiglie, che alle scuole, con l'organizzazione di conferenze, incontri con artisti e critici d'arte, laboratori didattici.

Via S. Maria, Castelferretti di Falconara M.ma - Aperto su richiesta al numero 071.91771.
Vicino al cimitero di Castelferretti (MM 1712), a poche centinaia di metri dal centro abitato dell'omonima frazione del comune di Falconara Marittima, si trova la Chiesa di S. Maria della Misericordia.
La Chiesa risale, nella sua primitiva struttura più bassa di quella attuale, agli inizi del Quattrocento, quando, a seguito di un’epidemia di peste che aveva afflitto la cittadina, durante la quale si diffuse il culto per la Madonna della Misericordia, fu fatta edificare dalla famiglia dei conti Ferretti, proprietaria del feudo, che la utilizzò anche come tomba di famiglia.
Nel 1610 fu poi allungata e sopraelevata; i pregevoli affreschi delle pareti vennero intonacati e furono riscoperti dopo più di tre secoli e restaurati negli anni 1938 – 1940 da Dante de Carolis e Mario Pesarini. Ulteriori lavori vennero promossi dal duca Roberto Ferretti, e alcuni affreschi vennero anche distaccati dalle pareti e restaurati a cura della allora Sovrintendenza delle belle Arti per le Marche di Urbino che li ricollocò nella chiesa nel 1969.
Il ciclo di affreschi risale circa all'inizio della seconda metà del XV secolo, probabilmente composti a più mani da artisti di scuola umbro – marchigiana. Particolarmente interessante risulta la figura della Madonna della Misericordia che grandeggia sui fedeli inginocchiati e adoranti e li ricopre pietosamente, secondo la tradizione iconografica, col suo mantello.
Palazzo Bianchi, Via Matteotti-Piazza del Municipio - tel. 071.91771 - Numero Verde 800.439392.
Il museo, inaugurato il 19 luglio 2002, nel 58° anniversario della conclusione della "battaglia di Ancona" e della liberazione di Falconara, è situato al piano terra di Palazzo Bianchi, la palazzina liberty che ospita alcuni uffici del Comune di Falconara Marittima.
È il primo museo in Italia che possiede ed espone pressoché integralmente in apposite teche l'arsenale e gli equipaggiamenti di una banda partigiana dell'Appennino marchigiano; oltre a documentare il ritrovamento dell'arsenale, l'esposizione è arricchita da oggetti e immagini fotografiche della Liberazione.
Un'accurata sezione didattica ricostruisce con documenti d'epoca il percorso
della "guerra di resistenza" e dei suoi momenti salienti.
Il museo è stato in precedenza ospitato nei sotterranei del Castello di Falconara Alta, che ospita la sede ufficiale del Comune di Falconara Marittima.
All'ingresso di Via Cameranesi, che dà accesso alla Sala Consiliare, si trova un mosaico, dal titolo "Omaggio alla Resistenza", realizzato su disegno dell'artista contemporanea Enzo Cucchi (1949).
vedi i video sul Museo della Resistenza di Falconara M.ma
Per approfondimenti:
sul Movimento di Liberazione nelle Marche;
sul Castello di Falconara Alta.
Piazza S. Antonio 5 - tel. e fax 071.9161480
Numero Verde 800.439392.
A Falconara Marittima è presente dal 2005 la Pinacoteca “In nome di Francesco”, ospitata nel vasto complesso del convento Sant’Antonio dei Frati Minori.
Essa s’ inserisce in un quadro di iniziative storico artistico-culturale di particolare rilievo e significato che vede già la presenza della Biblioteca storico-francescana e picenal’Archivio storico della Provincia dei Frati Minori delle Marche, la Sala Conferenze, la rivista Picenum Seraphicum.
La Pinacoteca è situata a pianterreno ed dispone di un vasto spazio di circa 800 metri quadrati.
Si tratta di una realtà unica nel suo genere: essa raccoglie oltre duecentocinquanta opere di artisti contemporanei di tutta Italia, ma anche dell’Ungheria, della Spagna, della Costa d’Avorio, ispirate dalla spiritualità francescana, e dedicate al Santo, a S. Giovanni da Capestrano (1386 – 1456), a S. Giacomo della Marca (al secolo Domenico Gangala: 1393 – 1476), a San Giuseppe da Copertino (al secolo Giuseppe Maria Desa: 1603 -1663) ed al Cantico delle Creature, nelle più diverse tecniche.
E’ un vero “Cantico di forme e di colori” in onore di San Francesco (al secolo Giovanni di Pietro Bernardone: 1182 – 1226), e della sua “gente poverella”.
L’esposizione si snoda in modo “pedagogico” dando la possibilità al visitatore di iniziare un cammino partendo dall’iconico verso il non iconico.
Il museo è molto visitato dalle scolaresche e dalle famiglie, per le quali vengono organizzate apposite visite.
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Piazza Mazzini 10 - tel. 071.9499296.
Nella Casa - museo di Maria Montessori (1870 – 1952) sono conservati una serie di documenti e di atti che con metodo storico ripercorrono le fasi della vita della grande studiosa, dall’atto di nascita in poi, anche attraverso copie originali delle sue pubblicazioni.
La biblioteca si divide in più sezioni, nella principale delle quali si trovano i testi della Montessori, seguiti da opere che trattano del metodo montessoriano sino a testi di psicologia infantile e didattica, la cui consultazione è aperta al pubblico.
Completano la visita i materiali didattici da lei inventati per le diverse fasce di età dei bambini, che permettono di comprendere l’essenza del pensiero e del metodo montessoriano.
per approfondimenti: sulla vita di Maria Montessori; sulla casa-museo di Maria Montessori.
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