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BESTIARI MEDIEVALI


L'aquila

I Bestiari - l'aquila

Il nome dell'aquila deriva dall'acutezza, acumen, della sua vista. Così potente è il suo occhio che essa, anche volando sopra i ciei più alti, vede i pesci che nuotano nel mare o nel fiume e riesce a catturarli volando in picchiata e trascinandoli poi a riva.

L'aquila è la regina degli uccelli, colei che riesce più di tutti a volare in alto e a fissare il sole più a lungo e più drittamente di tutti. Dopo aver partorito i piccoli, li stringe con le zampe e li conduce fino al sole, quando esso è più luminoso, e fa sì che lo fissino. "l'aquilotto che essa vede guardare più fisso il sole, lo considera del suo lignaggio e lo cura amorevolmente e saggiamente, mentre quello che distoglie lo sguardo dal sole smette di nutrirlo e lo abbandona ad un destino di morte". Si tratta di un racconto moralizzato: l'aquila è l'allegoria di Cristo che vede il Padre (sole) apertamente, così come accadrà per i veri cristiani dopo la morte. Gli aquilotti sono gli uomini, portati al cospetto di Dio dagli angeli e questi accoglierà solo le anime degne e abbandonerà gli empi.

Il Fisiologo narra una seconda storia sull'aquila: "quando essa invecchia, le sue ali si appesantiscono e la vista comincia ad appannarsi, allora sale in alto nel cielo fino a bruciarsi le ali e a rimuovere il velo che le impedisce la proverbiale vista". "Quando l'aquila ha fatto ciò, va in Oriente, dove vede una fontana dall'acqua chiara e incontaminata; la sua natura è tale che vi si tuffa per tre volte e subito rinvigorisce", le ali tornano come nuove e la vista di nuovo acutissima. Anche questo racconto è interpretato come un'allegoria religiosa, infatti il tuffarsi nella fonte per tre volte e ringiovanire allude al sacramento del battesimo, con l'olio, il sale e il crisma, col quale l?uomo rinasce purificato dal peccato, prendendo nuova forza e rinnovata vista del cuore. Il racconto sembra ispirato alle parole del re David nella Bibbia: "Si rinnoverà come quella dell'aquila la tua giovinezza" (Ps. 102, 5).

Nei bestiari d'amore l'aquila è citata come esempio di umiltà: come ella si frantuma il becco (che è simbolo di orgoglio), che è diventato troppo lungo per consentirle di nutrirsi, così dovrebbe fare la fanciulla innamorata, tentare di spogliarsi del suo orgoglio per aprire autenticamente il suo cuore e dichiararsi all'uomo, dopo aver riconosciuto quello giusto e onesto.



 

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