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BESTIARI MEDIEVALI


Il corvo

I Bestiari - il corvo

Questo animale non compare nel Fisiologo greco, né in quello latino ma è presente nei bestiari francesi del XIII secolo.

Il corvo è un uccello dalle piume nere. Si narra che, proprio a causa del differente colore che hanno i piccoli neonati, che sono privi di piumaggio, fino al sesto giorno non vengono nutriti, perché il corvo non li riconosce come propri. Così i piccoli piangono e chiedono soccorso a Dio, il quale li nutre con gocce di rugiada. Dal settimo giorno però, le somiglianze cominciano ad essere più marcate, è solo allora che il papà e la mamma iniziano ad accudirli amorevolmente, non solo li nutrono, ma danno loro quanto più cibo e cure possono. Sembra che questa descrizione sia ispirata ad un passo delle Sacre Scritture, in cui il profeta Giobbe dice " chi prepara da mangiare al corvo? quando i suoi propri piccoli invocano soccorso (a Dio), quando continuano a errare perché non c?è niente da mangiare? È naturale che il racconto elaborato sui versi biblici contenga un insegnamento morale, l'uomo è come il piccolo del corvo, finché non sceglie di riconoscere il Signore come unico maestro, respingendo le tentazioni del diavolo, dal Signore verrà rifiutato e potrà cadere in povertà e nelle avversità. Dio è l'unico vero pane, colui che fu capace di nutrire tutti i suoi discepoli attraverso la moltiplicazione dei pani e dei pesci.

Al corvo viene poi attribuita una seconda natura, anche questa alquanto bizzarra e priva di fondamento scientifico. Si racconta che quando il corvo trova un uomo morto, si avvicina al corpo e la prima cosa che gli mangia sono gli occhi, per poi estrarre il cervello e continua a beccare finché non lo ha mangiato tutto. Nei bestiari d'amore questa caratteristica del corvo è assimilata alla natura dell'Amore, che cattura gli uomini attraverso l'inganno degli occhi, per poi penetrare nella mente e nel cuore. Ma anche il demonio "mangia gli occhi dei peccatori" cioè peccando l'uomo permette al demonio di togliergli la vista della mente, quella cioè con la quale può vedere Dio e la sua luce.



 

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