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La natura del lupo è tale per cui, quando un uomo lo vede prima che esso veda l'uomo, l'animale perde tutta la sua forza e il suo ardimento; ma se il lupo vede l'uomo per primo, allora questi perde la voce e non può dire più nemmeno una parola. Il comportamento del lupo è ripreso nei bestiari d'amore a paragone del comportamento amoroso della donna: quando vi è amore fra l'uomo e la donna, se l'uomo si accorge che la donna lo ama e glielo fa notare, allora lei perde ogni ardimento nel negare e si abbandona al sentimento, ma se l'uomo si rivela alla donna e le dichiara il suo sentire, lei lo respingerà e lui non potrà più dire o fare nulla per riconquistarla (è come se fosse muto).
Altre tre nature sono attribuite al lupo: ha il collo così rigido da non poterlo piegare senza girarsi con tutto il corpo; cattura solo le prede lontane dalla sua tana e, quando entra in un ovile per rubare e divorare le pecore, se gli capita di far rumore in qualche modo con le zampe, è tale la rabbia che si morde da solo la zampa che lo ha danneggiato, spaventando le prede.
Le varie nature del lupo sono paragonate ad altrettante nature malvagie dell'uomo: ci sono individui che, come i lupi, vivono di rapine e si introducono negli ovili senza far rumore; altrettanto questi accettano uffici religiosi o incarichi pubblici fingendosi onesti e perbene, solo per frodare ed imbrogliare.
Così accade che quando il lupo vede l'uomo per primo, questi perda la parola e il vigore. Alla stessa maniera quando il diavolo (il lupo) si appropria dell'anima dell'uomo malvagio, questi non ha la forza e gli manca la voce per chiedere perdono dei propri peccati. Al contrario succede che, se l'uomo si accorge e si pente in tempo dei suoi peccati, chiedendo perdono a Dio e modificando la sua condotta, allora il demonio nulla può contro di lui; è annientato, come il lupo quando è sorpreso dall'uomo che rimane senza forze e inerme.
L'ultima natura del lupo permette all'autore del Libro della natura degli animali di esporre un'altro insegnamento morale: il maschio, egli scrive, non si accoppia finché il padre è in vita, né la femmina partorisce finché la madre è viva. Allo stesso modo finché l'uomo reitera nel peccato (peccatore = lupo), tutte le sue opere resteranno senza frutto per Dio e nulla potrà nascere che il Signore accolga ed apprezzi. Ecco perché al lupo vengono attribuiti la superbia e l'ingratitudine, considerate il principio e il nutrimento di ogni peccato. L'insegnamento morale termina con un accorato consiglio: conviene che l'uomo abbandoni l'esempio negativo del lupo, ed accolga invece quello della pecora, così mansueta e prolifica!
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