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BESTIARI MEDIEVALI


Il pavone

I Bestiari - il pavone

La coda del pavone simboleggia la prudenza scrive Richard de Fournival nel suo bestiario d'amore, raccomandandola agli uomini, sicuramente perché la coda si trova dietro l'animale, come le cose future, quelle che devono ancora avvenire, secondo poi perché essa è piena di occhi, come un monito a tenere gli occhi ben aperti sulle cose del futuro. Così, aggiunge come è brutto un pavone senza coda, altrettanto terribile è un uomo privo della prudenza.

Nel Libro sulla natura degli animali è invece messa in evidenza la bellezza della coda del pavone, che se ne vanta, facendo la ruota, con la vanagloria degli uomini, ma per quanto bella sia la sua coda, così terribili sono le sue zampe. Con questo esempio l'autore ammonisce l'uomo alla prudenza nelle sue azioni, sia quelle passate, esortandolo a rimediare se non ha agito per il meglio, ma soprattutto a quelle presenti e future, invitandolo a compiere opere buone e meritevoli. Come il pavone si vanta per la bella coda e poi inorridisce guardandosi le zampe, similmente molti uomini e donne folli si vantano della loro bellezza esteriore, dei loro corpi, della loro ricchezza o della loro intelligenza. Tutti dovrebbero tenere a mente come sono nati e quanto fragile sia la natura umana e breve la vita e che tutti dopo la morte ritornano da dove sono venuti, cioè alla terra. E non c'è uomo, per quanto amato in vita dai figli e dalla moglie, che non sia molto più apprezzato e amato dopo la sua definitiva dipartita.

Cecco d'Ascoli (1269-1327) nel bestiario moralizzato contenuto nel terzo volume dell'Acerba, un'opera enciclopedica di carattere scientifico con finalità didattiche e moraleggianti, fornisce nuove notizie, derivate anche dalla osservazione diretta. Egli ammette che la carne del pavone, seppure dopo molto tempo, marcisce, contrariamente a quanto ritenuto sull'argomento (cioè che non degradasse mai); sebbene si conservi molto più a lungo di altre carni. Aggiunge che si tratta di un uccello che non ama i suoi piccoli. Infatti il maschio segue la femmina per trovare le sue uova e romperle, in modo da potersi dedicare di più alla sua lussuria. Temendo ciò, la femmina nasconde le uova, affinché il maschio non le scovi. E per lo stesso motivo quando questi emette delle grida di richiamo, la femmina non risponde, per non svelare il luogo dove cova. La voce del pavone è terribile e la sua testa assomiglia a quella del serpente. Le sue piume sono belle come quelle delle ali di un angelo, ma i suoi passi sono quelli di un ladrone malvagio e falso. Ancora la superbia, vanagloria e lussuria del pavone sono interpretate in chiave moraleggiante.



 

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