Vuoi navigare:
Il picchio verde fa il nido all'interno degli alberi dal tronco cavo, ricavando un'apertura stretta col proprio becco. Ma capita che alcuni uomini tappino con forza quel buco con un cavicchio (tappo), per mettere alla prova il picchio. Questi, quando trova il suo nido tappato, prima prova a sbattere col becco, ma, non riuscendovi, sostituisce la forza con l'astuzia e con l'intelligenza; infatti egli conosce per sua natura un'erba che ha il potere di aprire. Cerca quest'erba finché non la trova, la porta nel becco fino all'albero e con essa tocca il tappo, che salta immediatamente fuori. Questa storia assai bizzarra sulla natura del picchio è strumento per impartire due tipi di insegnamenti, uno di carattere morale, riportato nel Libro sulla natura degli animali, e l'altro di natura amorosa, scritto da Richard de Fournival nel suo Bestiario d'amore.
Nel primo il picchio è l'allegoria del peccatore che può liberarsi dai peccati (tappo) solo attraverso la pratica della preghiera e verace penitenza (erba miracolosa che fa saltare il tappo).
Richard è più fantasioso: egli paragona il nido, tappato con forza dal cavicchio, al cuore nel petto dell'amata, chiuso al suo amore. Vorrebbe avere l'intuito e l'intelligenza del picchio per indovinare quale sia la chiave per conquistare il suo cuore, ma ammette di ignorare quale sia "l'erba miracolosa"; non è la ragione, continua, né la pietà, né la supplica. Perciò, è costretto a confessare che non ci sono formule per aprire il cuore dell'amata, a meno che non sia lei a decidere di farlo.
Vuoi navigare:
Vuoi navigare:
NOTA: La seguente visualizzazione priva di grafica è causata da un browser (programma di navigazione) obsoleto o dalla consapevole disattivazione degli stili grafici.