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BESTIARI MEDIEVALI


Il Museo provinciale di scienze naturali "Luigi Paolucci" di Offagna

Il Museo provinciale di scienze naturali Luigi Paolucci di Offagna

Questa mostra, dedicata ai bestiari medievali, è una introduzione alla conoscenza delle collezioni naturali conservate nel Museo di scienze naturali intestato a "Luigi Paolucci" (1849-1935), di proprietà della Provincia di Ancona.

Abbiamo pensato che raccontare, "prima" della loro descrizione scientifica, i significati simbolici e morali degli animali, secondo una tradizione secolare, potesse essere utile premessa alla visita del museo, che documenta la fauna e la flora marchigiane della fine dell'Ottocento. A ben guardare, tuttavia, anche le collezioni naturalistiche di Paolucci, scienziato e naturalista anconetano che diede origine a questo Museo proprio a scopo didattico per i propri allievi dell'Istituto Tecnico Nautico, non perdevano di vista alcuni tratti di quella tradizione. Ne fanno fede gli interessi per la catalogazione degli animali "mostruosi" (per esempio tra i pesci pescati nell'Adriatico ai suoi tempi), oppure per l'esotismo di piante e animali, spesso acquistati sul mercato, per incrementare la collezione.

Il Museo provinciale di scienze naturali Luigi Paolucci di Offagna

Le sale del Museo Paolucci ospitano parte dei reperti delle collezioni di questo studioso e naturalista anconetano. Laureato in Veterinaria, Paolucci fu brillante insegnante e poi Preside del Regio Istituto Tecnico di Ancona, presso il quale, dopo anni di direzione del Gabinetto di scienze, organizzò e costituì il Museo Regionale Marchigiano di Storia Naturale. Ci ha lasciato numerose ed importanti collezioni (paleontologiche, mineralogiche, zoologiche e botaniche), frutto di una intera vita di ricerche e di studio. Riproponendo il senso storico delle collezioni, nate a scopo didattico, esse tornano oggi a costituire un vivace strumento di studio.

Le sale da visitare sono sette e si sviluppano nell'ordine: lo Studio del prof. Paolucci - il Laboratorio didattico - l'Ambiente costiero - l'Ambiente fluviale - l'Ambiente collinare - gli Ambienti carsici e le gole calcaree - l'Ambiente montano. Il percorso museale è costituito da pannelli didattici e da teche espositive. Attraverso la lettura dei testi e l'esposizione dei reperti viene descritto l'ambiente naturalistico delle Marche e più in generale, l'origine, gli equilibri e gli ecosistemi dei cinque ambienti. Reperti unici di specie ormai scomparse costituiscono testimonianze preziose che ci aiutano a ricostruire e capire l'evoluzione e le modificazioni del territorio.

Luigi Paolucci nasce ad Ancona il 23 Marzo 1849 da una famiglia borghese; il padre, veterinario e appassionato naturalista, è l?autore dei primi trattati di veterinaria ed è docente alla Scuola Provinciale Preparatoria di Veterinaria. Dopo le scuole preparatorie, a dodici anni, Luigi Paolucci entra nel Regio Istituto Tecnico di Ancona, svolgendo una brillante carriera scolastica e nel 1865, seguendo le orme del padre, è ammesso alla Scuola Provinciale di Veterinaria.

Le sue doti intellettive e la sua passione per le Scienze Naturali, lo portano a contatto con il Prof. De Bosis, studioso anconetano il quale lo nomina assistente al Gabinetto di Scienze Naturali nel 1866, dove rimarrà fino al 1868. Oltre agli studi naturalistici, in gioventù, Paolucci si dilettò anche nell'arte della poesia e, dedicandosi come autodidatta, allo studio delle lingue, tra cui lo spagnolo e il tedesco.

In questo periodo pubblica diversi trattati in lingua italiana e straniera, tra i quali una traduzione dallo spagnolo di una raccolta di novelle popolari. Lasciata la scuola preparatoria, Paolucci si iscrive alla Facoltà di Medicina Veterinaria a Bologna e si laurea a pieni voti nel 1870; dopo la laurea si dedica all'insegnamento e assume la docenza della cattedra di Scienze Naturali nel 1875 alla Scuola Veterinaria.

Dal 1863 al 1900, pubblica oltre una ventina di scritti scientifici e amplia le collezioni del Gabinetto di Scienze Naturali della scuola con reperti di botanica, paleontologia, e soprattutto di ittiofauna e avifauna delle Marche, con apporti personali e scambi con altre collezioni italiane ed europee.

Con il passare degli anni, a riconoscimento delle sue più importanti ricerche scientifiche, riceve diverse cariche onorifiche da tutto il mondo, tra le quali quella dell'Accademia dei Lincei. Con i suoi lavori scientifici viene in contatto con i più illustri scienziati dell'epoca, tra i quali Charles Darwin che si complimentò con lui per gli studi svolti.

Oltre all'insegnamento, il Prof. Paolucci svolse anche la professione di veterinario facendo conoscere per primo l'utilità economica ed igienica della figura dello specialista in campo zootecnico.

Nel 1878 diventa consigliere della Società Regia di Veterinaria per le Marche e nel 1883, alla morte del De Bosis prende la direzione del Gabinetto di Scienze Naturali, poi la presidenza del Regio Istituto Tecnico, che conserverà fino al 1923.

In questi ultimi anni le collezioni vengono ulteriormente ampliate, in particolare quella botanica con la realizzazione di un erbario marchigiano comprendente quasi tutte le specie vegetali delle regione, collezione ancora oggi unica nel suo genere. Vengono pubblicati lavori quali Flora Marchigiana, Le piante fossili dei Gessi di Ancona, Le pescagioni della zona italiana del Medio Adriatico, ancora oggi riportati in bibliografia su manuali e testi specializzati.

Nel 1923 viene messo a riposo dopo cinquanta anni di insegnamento con una cerimonia alla quale assistono le massime autorità militari e civili e gli allievi del Regio Istituto Tecnico. Nonostante il forzato pensionamento e fino a pochi anni prima di morire, nel 1935, Paolucci continuò la sua opera di naturalista e veterinario arricchendo continuamente le collezioni e scrivendo trattati scientifici.

 

Paolucci naturalista

Il Museo provinciale di scienze naturali Luigi Paolucci di Offagna

La figura del Prof. Paolucci, naturalista, collezionista, cacciatore e insegnante, si colloca nella seconda metà dell'Ottocento, influenzata sia dalla concezione linneiana della natura, sia dalle nuove idee evoluzionistiche; queste ultime portavano il naturalista alla ricerca di nuove scoperte e di nuovi orizzonti nel campo delle Scienze Naturali.

Con lo spirito del naturalista egli raccoglie personalmente numerose specie di animali, vegetali, minerali e fossili, con l?intento di classificarle, riproducendo così in scala l'ambiente naturale delle Marche.

Sebbene molto impegnato nell'insegnamento per gran parte della sua vita, Paolucci prosegue tuttavia i suoi studi e le ricerche naturalistiche, occupandosi con particolare attenzione del territorio marchigiano. L'alta concezione che aveva per la figura del naturalista, si riflette anche nella vita privata; volendo fare di suo figlio un naturalista gli da il nome di Carlo, "in onore e memoria dei due più grandi naturalisti del mondo: Linneo e Darwin".

Il valore del Paolucci come scienziato, non si manifestò soltanto attraverso la sua capacità di ordinare le raccolte secondo criteri sistematici e gerarchici, ma emerse soprattuto nella continua ricerca di un legame tra le specie raccolte e l'ambiente, cercando di approfondire il significato delle diverse forme e degli adattamenti delle specie.

Come esempio di questa ricerca si può citare L'erbario morfo-biologico, in cui vengono studiate le differenze morfologiche delle piante o lo Studio sul canto degli uccelli, considerato un mezzo di conoscenza che consente di facilitare la classificazione.



 

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