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MOLE VANVITELLIANA O LAZZARETTO (MM 1551)

Ancona, Museo della citta' - modellino del Lazzaretto, progettato e realizzato dall'arch. Luigi Vanvitelli fra il 1732 e il 1743 Ancona - Mole Vanvitelliana – ritratto di Luigi Vanvitelli


Dopo l'acquisizione della proprietà da parte del Comune di Ancona nel 1997, la Mole Vanvitelliana (MM 1551), com'è oggi chiamato l'antico lazzaretto del porto dorico, dal nome del suo progettista e costruttore, l’architetto Luigi Vanvitelli (Lodewijk van Wittel: Napoli 1700 - Caserta 1773), è divenuta, per l'entità degli spazi e la rilevanza delle mostre ospitate, il principale centro espositivo delle Marche, nonché la sede di importanti attività culturali.









Tale nuova destinazione della Mole, assieme alla sua peculiare natura di isola artificiale di forma pentagonale, adagiata sul mare e collegata alla terraferma da due ponti, ne hanno fatto uno dei monumenti più noti e caratteristici della città di Ancona.



Ancona, Piazza del Plebiscito - statua del Papa Clemente XII opera dello scultore Agostino Cornacchini Ancona - Mole Vanvitelliana - Luigi Vanvitelli, disegno del nuovo porto con il Lazzaretto


















L'edificio fu costruito a partire dal 1732 nell'ambito della ristrutturazione ed ampliamento del porto di Ancona decisa da Papa Clemente XXII (Cardinal Lorenzo Corsini: 1652 – 1740), su disegno del progettista pontificio, l’architetto Luigi Vanvitelli; questi, dopo aver compiuto un viaggio d'ispezione in Italia, iniziò a lavorare sul progetto anconetano, dotandolo di valenze architettoniche e urbanistiche particolarmente innovative.



Ancona - Mole Vanvitelliana - Luigi Vanvitelli, pianta del Lazzaretto Ancona - Mole Vanvitelliana – veduta aerea





L'imponente costruzione, che si estende per quasi ventimila metri quadrati, fu progettata in funzione della riorganizzazione urbana di Ancona lungo la costa in direzione sud.



La sua originaria destinazione fu a lazzaretto (Laemocomium), per la quarantena, periodo d'isolamento forzato della durata di 40 giorni delle persone e delle mercanzie che arrivavano via mare dall’Oriente, onde prevenire la diffusione di epidemie.

















La città di Ancona in quel periodo attraversava una felice situazione commerciale, grazie alla concessione del porto franco (esenzione dalle imposte della dogana pontificia) da parte del Papa Clemente XII, che determinò, di riflesso, anche la decisione di costruire un grande Lazzaretto in sostituzione del precedente stabilimento, ormai insufficiente a reggere la mole di merci dirottate sul porto dorico.




La prima pietra venne posta il 26 luglio 1733; nel 1736 l'opera risultava in fase di avanzata realizzazione; i lavori furono completati solo nel 1743, tre anni dopo la morte di Clemente XII (avvenuta nel 1740).



Ancona - Mole Vanvitelliana dal finestrino di un aereo da turismo ANCONA - mole vanvitelliana - il rivellino




Struttura architettonica dotata di grande solidità, che ne giustifica pienamente l'appellativo di Mole, l'edificio si presenta tutt'ora nella classica forma pentagonale.







Oltre che presidio sanitario, il Lazzaretto svolgeva anche una funzione militare (che è testimoniata ancor'oggi dalla presenza del rivellino, dall'altezza delle mura esterne, dal camminamento scoperto di ronda lungo le mura perimetrali, dall'esistenza di feritoie), in quanto elemento di chiusura, proteso sul mare, della cinta di mura della città che scendevano lungo la falesia dal sovrastante forte della Cittadella.





Nello stesso tempo il Lazzaretto si presentava come una sorta di isola-città, quasi un modello autosufficiente di cittadella tardo-rinascimentale, capace di alloggiare fino a duemila persone, contenere decine di migliaia di metri cubi di merci, conservare centinaia di migliaia di litri d'acqua grazie a un sofisticato sistema di raccolta delle acque piovane.





Ancona - Mole Vanvitelliana vista dall'alto Ancona - Mole vanvitelliana, edicola di San Rocco mini





La funzione sanitaria, per contumacie e quarantena, era garantita dalla dislocazione degli alloggi nella fabbrica interna; l'area del deposito merci era invece organizzata con un sistema ad alveare distribuito in ventisei locali.







Al centro del cortile è situato un tempietto votivo di stampo neo-classico dedicato a S. Rocco, il santo protettore dalla peste e dalle epidemie, che, aperto sui 4 lati, consentiva alle persone rinchiuse nelle stanze che si affacciavano sulla corte di assistere alla Messa senza entrare in contatto gli uni con gli altri e con l'officiante.
Il tempietto rappresenta, oltre che la risposta concreta ad un'esigenza di carattere religioso, un'accorta soluzione architettonica, dal momento che costituisce anche la parte superiore e visibile di un sistema di raccolta dell'acqua piovana, realizzato con cisterne sotterranee, collocate sotto il tempietto stesso.




Ancona - Mole vanvitelliana all'inizio del XX secolo Ancona - il Lazzaretto trasformato in raffineria di zucchero




Nel corso degli ultimi due secoli il Lazzaretto è stato utilizzato anche come ospedale militare e caserma. Nel 1799 ha costituito l'elemento cardine della difesa di Ancona occupata dai Francesi contro la flotta austriaca.




Nel 1860 cessò la sua funzione ispettivo sanitaria; nel 1884, diventò sede di una raffineria degli zuccheri.







Ancona - antica veduta del porto alla fine del 1800 - sullo sfondo il Lazzaretto 1918 - M.A.S., Motoscafo Armato Silurante


Durante la prima guerra mondiale, la Mole fu sede di un importante episodio militare.




Dal 12 febbraio al 27 ottobre 1918, il porto di Ancona divenne la base di una squadriglia di MAS (Motoscafi Armati Siluranti) della Regia Marina Militare Italiana.





Per vendicare l'offesa all'orgoglio dell'Imperial-Regia Marina austro-ungarica recata dalla cosiddetta Beffa di Buccari, che, se aveva provocato danni materiali sopportabili, aveva invece gravemente minato il prestigio della marineria asburgica, lo Stato Maggiore ideò un ardito piano contro la piazzaforte nemica di Ancona che, se riuscito, avrebbe neutralizzato la base dei mezzi navali più insidiosi per i navigli austriaci e ridato smalto alla credibilità della Marina austro-ungarica.




Ancona - il porto agli inizi del XX secolo - linea ferroviaria da Porta Pia al porto


La notte tra il 4 ed il 5 aprile 1918 un commando di 64 incursori austro-ungarici, comandati dal tenente di vascello conte Joseph Weith, sbarcò sulla costa adriatica nei pressi della località Marzocca di Senigallia. Suo obiettivo era l'assalto ai sommergibili ed alla squadriglia di MAS della Regia Marina Militare Italiana di stanza nel porto di Ancona, al comando del capitano di corvetta Luigi Rizzo, uno degli autori dell'affondamento della corazzata guardacoste austriaca Wien (Vienna) (avvenuto nella rada di Trieste la notte tra il 9 ed il 10 dicembre 1917) e della c.d. Beffa di Buccari (nelle acque del porto di Buccari, in fondo al golfo del Quarnaro nell'attuale Croazia) assieme a Gabriele D'Annunzio e sotto il comando di Costanzo Ciano.

Secondo il piano, affondati i sottomarini, eliminati i loro equipaggi e quelli dei MAS, possibilmente anche il loro odiato comandante Rizzo, il commando austro-ungarico sarebbe poi fuggito a bordo dei MAS italiani, dopo aver distrutto o danneggiato il pontone corazzato posto all'ingresso del porto a difesa della base navale. Il rientro al porto di Pola a bordo dei MAS catturati avrebbe concluso l'impresa con grande impatto propagandistico, che sarebbe valso a risollevare il morale dei militari e della popolazione austro-ungarica.
A causa di una serie di errori e contrattempi, il commando non riuscì a raggiungere Ancona nei tempi stabiliti e si dovette rinviare l'azione di un giorno: pertanto, il tenente di vascello Weith, valutando che fossero venute meno alcune delle condizioni previste dal piano d'attacco originario, decise di rinunciare ad attaccare i sommergibili e gli impianti portuali, limitando l'azione alla sola cattura dei MAS ed al rientro a Pola a bordo degli stessi.
Pertanto, mentre due incursori, di origine italiana e fede irredentista, approfittavano della situazione per allontanarsi e dare l'allarme ai carabinieri italiani, gli austriaci si diressero al Lazzaretto, sul lato esterno del quale, sul mare, avrebbero dovuto essere ormeggiati i MAS.

1918 - un gruppo di marinai austro-ungarici fatti prigionieri dopo il fallito attacco ai MAS nel porto di Ancona Ancona – i finanzieri che sventarono l'attacco alla Mole Vanvitelliana nel 1918















Qui incontrarono due militi della Guardia di finanza di guardia sul corridoio scoperto sopra il muraglione della Mole, detto Marciaronda.



Grazie al fatto che alcuni marinai austriaci provenienti dall'Istria o dalla Dalmazia (all'epoca facenti parte dell'Impero austro-ungarico) parlavano italiano e che le divise della Marina austro-ungarica non erano molto dissimili da quelle della Marina italiana, riuscirono ad ingannarli, facendosi passare per gli equipaggi dei mezzi navali italiani, e raggiunsero l'unico MAS rimasto alla fonda, in quanto non funzionante; infatti, tutti gli altri natanti erano usciti dal porto, in ricognizione, proprio per prevenire eventuali attacchi austriaci alla base navale.



Ancona - Mole Vanvitelliana - bassorilievo e targa del fallito attacco austriaco del 1918 Ancona - Mole Vanvitelliana - targa commemorativa del tentato attacco del 1918





Tuttavia i due finanzieri si insospettirono, seguirono dall'alto del marciaronda il primo gruppo di marinai austriaci, i quali, vistisi scoperti, aggredirono i militari italiani: il Grassi venne colpito da un colpo di pugnale, anche se non gravemente, mentre il Maganuco ebbe la presenza di spirito di retrocedere e di far fuoco con il suo moschetto contro l'aggressore, precludendo inoltre agli altri militari austro-ungarici ogni via di fuga.








Poco dopo sopraggiungeva un gruppo di Reali Carabinieri (allertati da uno dei due incursori austriaci che avevano disertato), comandati dal brigadiere Anarseo Guadagnini, il quale ottenne la resa dei militari austro-ungarici, ormai resisi conto del fallimento della propria missione.





A ricordo dello scontro e dell'eroico intervento dei militari italiani un bassorilievo in bronzo con lapide commemorativa in marmo venne collocata nel 1927 nello spigolo del lato delle mura perimetrali del Lazzaretto di fronte alla linea ferroviaria che va dal porto alla stazione FS di Ancona.







Dal 1947 il lazzaretto di Ancona fu destinato a deposito per l'essiccazione e la stagionatura dei tabacchi al servizio della vicina manifattura tabacchi di Chiaravalle.[1]





Ancona - Mole Vanvitelliana di sera Ancona - Mole Vanvitelliana - Mostra su Corrado Cagli











Dopo l'acquisizione dell'edificio monumentale dal Demanio di Stato nel 1997, il Comune di Ancona ha iniziato una lunga e onerosa attività di restauro della struttura (anche grazie alla generosa contribuzione della Fondazione bancaria CARIVERONA), che sta ridonando al Lazzaretto il suo armonico aspetto originario, senza però cancellare completamente le modifiche più significative introdotte nel corso dei secoli.

















Ancona - Mole Vanvitelliana - Mostra sugli arredi teatrali di Orfeo Tamburi ancona - MOLE VANVITELLIANA - FOTO DI MICAELA CATANESE - LA ENORME CALAMITA COSMICA CAPOLAVORO DI GINO DE DOMINICIS













Oggi il complesso monumentale della Mole Vanvitelliana rappresenta un importante contenitore di attività culturali ed espositive non solo per Ancona, ma per tutta la regione, ospitando, durante tutto l’anno, esposizioni temporanee, festival e spettacoli.





Ancona - Mole Vanvitelliana - Festival Adriatico-Mediterraneo 2013 - concerto del SANTINI-QUINTET sotto il tempietto della Mole

Ancona - Mole Vanvitelliana - Festival Adriatico-Mediterraneo 2013 - concerto nella corte della Mole Ancona - Mole Vanvitelliana - Festival Adriatico-Mediterraneo 2013 - concerto nella corte della Mole





















In particolare, la Mole è la principale sede, sin dalla sua prima edizione del 2007, della sezione italiana del Festival Adriatico-Mediterraneo, che si è ormai accreditato come uno dei più importanti appuntamenti culturali internazionali, rivolto all'incontro tra la cultura italiana ed europea con quella dell'area balcanica e del Mediterraneo.



























logo Museo Omero Ancona - Museo tattile Omero - modellini di monumenti






Inoltre, il Lazzaretto ospita, in una parte dell'ala ristrutturata, la nuova sede permanente del Museo tattile statale “Omero”, l'unica sede museale in Italia rivolta ai non vedenti e a quanti intendano provare l'esperienza di esplorare il mondo dell'arte attraverso il senso del tatto.






Per approfondimenti su:

- il porto franco del 1732 ad Ancona;

- il tempietto dedicato a S. Rocco nella corte interna al Lazzaretto;

- il tentativo d'attacco alla Mole Vanvitelliana da parte degli austro-ungarici tra il 4 ed il 6 aprile 1918;

- il poeta Gabriele D'Annunzio, la città di Ancona e Adolfo De Bosis

- il Museo tattile statale “Omero” nel suo sito ufficiale e su Wikipedia;



Ancona - Mole Vanvitelliana - Festival Adriatico Mediterraneo 2007




- il Festival Adriatico-Mediterraneo nell'anno 2007;






Ancona - Mole Vanvitelliana - Festival Adriatico Mediterraneo 2008






- il Festival Adriatico-Mediterraneo nell'anno 2008;







Ancona - Mole Vanvitelliana - Festival Adriatico Mediterraneo 2009






- il Festival Adriatico-Mediterraneo nell'anno 2009;







Ancona - Mole Vanvitelliana - Festival Adriatico Mediterraneo 2010






- il Festival Adriatico-Mediterraneo nell'anno 2010;







Ancona - Mole Vanvitelliana - Festival Adriatico Mediterraneo 2011






- il Festival Adriatico-Mediterraneo nell'anno 2011;






Ancona - Mole Vanvitelliana - Festival Adriatico Mediterraneo 2012






- il Festival Adriatico-Mediterraneo nell'anno 2012;






Ancona - Mole Vanvitelliana - Festival Adriatico Mediterraneo 2013





- il Festival Adriatico-Mediterraneo nell'anno 2013







- le grandi mostre svoltesi nella struttura della Mole Vanvitelliana:
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Note

[1] La manifattura tabacchi di Chiaravalle in precedenza era di proprietà dei Monopoli di Stato, che la cedette ad una multinazionale aglo-statunitense; è stata poi acquisita da una cordata di investitori italiani costituitasi come MIT S.p.A. (Manifattura Italiana Tabacco S.p.A.), con lo scopo di salvaguardare e valorizzare la cultura del tabacco in Italia e la difesa della produzione di tabacchi made in Italy.

Orari e giorni di apertura

Aperta in concomitanza di mostre temporanee e manifestazioni culturali

Prezzi:

Ingresso gratuito. Le singole esposizioni hanno il prezzo d'ingresso precisato nelle rispettive brochure.


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part.iva: 01584130429 - email: sistemamuseale@provincia.ancona.it - numero verde: 800 439392 (attivo tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18)

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