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Fino al 18 marzo, tutti i giovedì alle ore 18.00, presso la Biblioteca “La Fornace”, una serie di conversazioni con scrittori che introducono leggono e commentano alcuni dei più grandi classici del Novecento italiano ed estero.
il 4 marzo Gabriele Pedullà legge Il Signore di Ballantrae di Robert Louis Stevenson
4 marzo: Gabriele Pedullà legge Robert Louis Stevenson, Il Signore di Ballantrae
Gabriele Pedullà (Roma, 1972) si occupa di letteratura e di cinema. Ha pubblicato, tra l’altro, “La strada più lunga. Sulle tracce di Beppe Fenoglio” (Donzelli, 2001: “Premio Moretti”) e una fortunata antologia di “Racconti della Resistenza” (Einaudi, 2005) e ha curato le edizioni italiane degli scritti cinematografici di Paul Schrader e Frederic Jameson.
Redattore di “Il Caffè illustrato”, insegna Letteratura italiana presso l’Università di Teramo e scrive sulle pagine di “Alias”. Ha ricevuto il “Premio Nazionale Bergamo Giovani Critici”.
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Il signore di Ballantrae. Scritto nel 1889, il tema della fatale attrazione del male è magistralmente rappresentato nella storia dell’odio tra due fratelli scozzesi.
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Robert Louis Balfour Stevenson (Edimburgo, 1850 – Vailima, 1894) fu essenzialmente un romanziere e, nel genere avventuroso, L'isola del tesoro, rimane insuperato. Tuttavia la sua cultura e la sua educazione lo portavano piuttosto al romanzo storico, ad esaltare, sulle orme di Walter Scott, le gloriose vicende della vecchia Scozia, la cui atmosfera seppe evocare pure in terre lontane, in maniera così piena e vera da non far rimpiangere il modello.
Tra gli altri pubblica “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde” e “La freccia nera”.
11 marzo: Roberto Galaverni legge Ferenc Molnár, I ragazzi della Via Paal
Roberto Galaverni, critico letterario, scrive di letteratura contemporanea su riviste e quotidiani, con particolare riguardo alla poesia e alla narrativa del secondo Novecento. E’ collaboratore di «Nuovi Argomenti», di «Alias-il manifesto» e dei programmi di Radiotre Rai.
Collabora con l’Università degli studi di Urbino, presso cui ha tenuto l’insegnamento di Poesia italiana nel Master di poesia contemporanea, e con l’Università di Bologna, dove è tra i soci fondatori e consigliere del Centro di poesia contemporanea.
Dal 1997 al 1999 ha collaborato come critico letterario del canale televisivo RAI-SAT 1. Svolge in Italia e all’estero una consistente attività come insegnante o conferenziere in master, convegni, scuole di scrittura creativa, corsi di aggiornamento e seminari sulla letteratura.
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I ragazzi della via Paal è un romanzo per ragazzi di Ferenc Molnár, pubblicato a puntate su una rivista nel 1907 e destinato agli adulti come denuncia della mancanza di spazi per il gioco dei ragazzi. È forse il più popolare romanzo ungherese, nonché uno dei più noti classici della letteratura per l'infanzia.
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Ferenc Molnár (Budapest, 1878 – New York, 1952) è stato uno scrittore, drammaturgo e giornalista ungherese di origine ebraica; pubblicò diversi romanzi, novelle e drammi per il teatro.
È l'autore del libro I ragazzi della via Paal, classico della letteratura per ragazzi, pubblicato nel 1907. Si trasferì negli Stati Uniti poco prima del secondo conflitto mondiale a causa dei pogrom, restandovi fino alla morte.
18 marzo: Eraldo Affinati legge Silvio D'Arzo, Penny Wirton e sua madre
Eraldo Affinati (Roma, 1956) vive nella capitale e insegna letteratura alla Città dei Ragazzi, la storica comunità alle porte di Roma, fondata nel secondo dopoguerra dal sacerdote irlandese John Carroll-Abbing. Pubblica articoli su svariati quotidiani e settimanali, è stato finalista nel Premio Strega e nel Premio Campiello con il libro “Campo del Sangue” (Mondadori 1997), dove i ricordi della madre si complicano lungo il percorso di un viaggio (attraverso filosofia e letteratura), che partendo da Venezia ci conduce direttamente alle porte del campo di sterminio di Auschwitz..
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"Penny Wirton, il più bel libro per ragazzi italiano dopo Pinocchio". Così definiva Penny Wirton il maestro Giuseppe Pontremoli, grazie al quale le opere per l’infanzia di Silvio D’Arzo furono riscoperte. Penny Wirton è un ragazzino povero che non ha conosciuto il padre; la madre, per fargli coraggio, gli racconta che è stato un grande uomo morto eroicamente in guerra. Tutti sanno che è solo un poveretto. Quando Penny scopre la verità la accetta come l’unica cosa giusta e ne è orgoglioso: il suo amore per il padre ora è più vero.
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Silvio D'Arzo, pseudonimo di Ezio Comparoni (Reggio Emilia, 1920 –1952), muore appena trentaduenne dopo aver pubblicato pochissimo perché sempre respinto dagli editori. L'opera sicuramente più importante di D'Arzo è il racconto lungo “Casa d'altri”, uscito postumo nel 1953 e che è stato definito da Eugenio Montale “un racconto perfetto”.
Rassegra curata da Massimo Raffaeli e Francesco Scarabicchi. Voce delle letture Giorgio Sebastianelli
Per Informazioni 0731 702206 – www.bibliotecalafornace.it
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