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NOVITÀ

29/10/2011 - Offagna - Biblioteca Comunale - Conferenza: "Il Coherer, dai fulmini alle radiotrasmissioni"

Sabato 29 Ottobre alle ore 17.15, presso la Biblioteca Comunale di Offagna, il Museo provinciale di Scienze Naturali “Luigi Paolucci” organizza una conferenza sul tema: "Il Coherer, dai fulmini alle radiotrasmissioni", a cura di Gianfranco Gervasi, Presidente della Sezione A.R.I. di Ancona.

logo de “I Luoghi della Memoria" logo del 150° anniversario dell'Unità d'Italia"
In occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, il Sistema Museale della Provincia di Ancona, che gestisce insieme al Comune di Offagna il Museo provinciale di Scienze Naturali “Luigi Paolucci” di Offagna, propone, in collaborazione con l’Accademia della Crescia Offagna , fra ottobre e dicembre, quattro incontri per approfondire l'attività di altrettanti scienziati marchigiani che, a partire dalla seconda metà dell'800, hanno dato un rilevante contributo al progresso scientifico e tecnologico in Italia e nel mondo.

Si tratta di:
francobollo commemorativo con lo scienziato Temistocle Calzecchi Onesti di Lapedona/Monterubbiano (FM)
Temistocle Calzecchi Onesti (1853-1922), nativo di Lapedona (FM), vissuto e morto a Monterubbiano (FM).
Laureatosi all'Università di Pisa in Scienze Fisiche e Matematiche, inventò il “Coherer" o “coesore", lo strumento che aprì la strada alle ulteriori ricerche nel campo delle trasmissioni telegrafiche senza filo. Quest'invenzione venne poi applicata da Guglielmo Marconi nel suo primo famoso rudimentale apparecchio di ricetrasmittenza di segnali acustici a distanza;
lo scienziato e inventore Roberto Clemens Galletti di Cadilhac di Torre San Patrizio (FM)
Roberto Clemens Galletti di Cadilhac (1879 - 1932), nativo di Torre San Patrizio (FM), era il nipote del generale garibaldino Bartolomeo (Meo) Galletti, che nel 1849 combattè in difesa della Repubblica Romana prima a Velletri e poi al Vascello, e di Anna di Cadilhac (figlia del francese Alexandre de Cadilhac (Alessandro di Cadilhac) e della nobildonna romana Maria Luisa Salandri-Magatti), detta "la bella di Roma", che, sempre durante la Repubblica Romana, organizzò i soccorsi ai feriti di ambo le parti all'Ospedale dei Pellegrini e che per tali azioni fu poi decorata con una Medaglia d'oro.
Era figlio di Arturo Galletti di Cadilhac, ex ufficiale garibaldino (nel 1867 combattè a Mentana agli ordini del Conte Pianciani), colonnello di artiglieria, deputato dalla XVIII alla XXII legislatura (1892-1909), a cui è dedicato il teatro cittadino di Torre San Patrizio, e di Margaret Collier, figlia dell'eminente uomo di stato inglese Lord Monkswell e sorella di John, deputato al Parlamento britannico.
Era anche zio (fratello della madre) della scrittrice Joyce Lussu (Gioconda Beatrice Salvadori Paleotti) e di Max Salvadori (Massimo Salvadori Paleotti), e nipote (figlio di una cognata) di Tommaso Salvadori Paleotti.
Ingegnere, progettò un nuovo sistema per migliorare l'efficienza delle trasmissioni radiotelegrafiche.
Lavorò in Italia, in Russia, ma soprattutto in Francia, dove morì.
A lui è dedicato il Radio-Musée Galletti, ovvero il Radio-Museo Galletti a St. Maurice de Rotherens, in Savoia;

il naturalista ed ornitologo Tommaso Salvadori Paleotti di Porto San Giorgio (FN)
Tommaso Salvadori Paleotti (1835-1923), nativo di Porto San Giorgio (FM) era zio (fratello del padre) della scrittrice Joyce Lussu (Gioconda Beatrice Salvadori Paleotti) e di Max Salvadori (Massimo Salvadori Paleotti), nonché zio (cognato della madre) di Roberto Clemens Galletti di Cadilhac.
Nel 1860 partecipò come ufficiale medico alla spedizione dei Mille, arrivando in Sicilia con la colonna capitanata dal generale Giacomo Medici.
E' stato fra i maggiori ornitologi del mondo ed è considerato il più insigne ornitologo italiano di tutti i tempi; per 44 anni, dal 1879 al 1923, fu vice-direttore del Museo di Zoologia dell'Università di Torino, oggi confluito nel Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino. A lui è dedicato il Museo di Scienze Naturali “Tommaso Salvadori" all'interno dei Musei Scientifici di Villa Vitali di Fermo;

il genetista agrario Nazareno Strampelli di Castelraimondo (MC)
Nazareno Strampelli (1866 – 1942), nativo di Crispiero di Castelraimondo, si laureò in Agraria a Pisa.
Nel 1900 a Camerino cominciò i suoi studi sull'ibridazione delle specie di frumento, pur non essendo ancora a conoscenza degli studi di Gregor Mendel, che all'epoca avevano avuto diffusione ancora limitata.
Strampelli aprì così il campo della moderna genetica agraria.
Nel 1919 fu fondatore del prestigioso Istituto Nazionale di Genetica per la Cerealicoltura (INGC) di Roma, che venne poi a lui intitolato.
Nel 1968 l'Ente assunse la denominazione di Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura (ISC), eliminando la dedicazione a Nazareno Strampelli. Infine, l'Istituto è divenuto l’Unità di Ricerca per la Valorizzazione Qualitativa dei Cereali (CRA-QCE), che prosegue l'attività di ricerca del suo antico fondatore.
Al genetista marchigiano è intitolato l'Istituto di Genetica e Sperimentazione Agraria “Nazareno Strampelli" della Provincia di Vicenza con sede a Lonigo (VI), che gestisce la locale Banca del germoplasma.

Le tre conferenze su Temistocle Calzecchi Onesti, Roberto Clemens Galletti di Cadilhac e Tommaso Salvadori Paleotti hanno ricevuto il patrocinio della Presidenza della Provincia di Fermo.

Offagna - Museo naturalistico Luigi Paolucci - laboratorio del Prof. Paolucci
Il primo incontro è fissato per Sabato 29 Ottobre

Programma:

ore 16.00 - visita guidata gratuita al Museo "Luigi Paolucci" di Offagna, che, fra le altre collezioni, possiede anche un’interessante raccolta storica di strumenti scientifici, i più importanti dei quali sono stati recentemente restaurati ad iniziativa del Sistema Museale della Provincia di Ancona;

Offagna - Museo naturalistico Luigi Paolucci - sala ambiente fluviale
ore 17.15 - Biblioteca Comunale “E. Breccia”, via Boccolino di Guzzone,

conferenza sul tema: “Il Coherer, dai fulmini alle radiotrasmissioni".

Gianfranco Gervasi, Presidente della Sezione A.R.I. di Ancona, illustrerà l’importanza della scoperta del Coherer fatta da Temistocle Calzecchi Onesti.

Nel corso dell’iniziativa sarà effettuato un collegamento via radio con il Sindaco di Lapedona e con il Sindaco di Monterubbiano, a cura dei radioamatori della Sezione A.R.I. di Ancona.

Sarà presente all'iniziativa il Dott. Giorgio Calzecchi Onesti, nipote dell'eminente scienziato.

Temistocle Calzecchi Onesti
Temistocle Calzecchi Onesti (1853-1922).
Nacque a Lapedona (FM), in quanto il padre Icilio, medico a Monterubbiano (FM), aveva sostituito momentaneamente il locale medico condotto.
Monterubbiano (FM) afferma di essere la sua patria effettiva, dato che in questo paese trascorse la sua giovinezza, vi svolse parte dei suoi studi e vi trascorse molti periodi della sua vita nel cinquecentesco palazzo di famiglia.
La rivendicazione di patria di Temistocle Calzecchi Onesti da parte di entrambi i Comuni del Fermano fa sì che nei loro territori perduri la sua memoria e la conoscenza della sua importante attività scientifica; allo scienzato è inoltre intitolato il Liceo Scientifico Statale di Fermo.
Laureatosi all'Università di Pisa in Scienze Fisiche e Matematiche, in un primo tempo si dedicò all'insegnamento nelle scuole medie e quindi alla ricerca scientifica.
Il 6 dicembre del 1879 fu nominato professore di fisica del Regio Istituto Tecnico de L'Aquila.
Nel 1883 venne trasferito su sua domanda al Regio Liceo “Annibal Caro" di Fermo.
Nel 1884 inizia i suoi noti studi intorno alla resistenza elettrica e alla conduttività delle limature metalliche.
Nel 1886 fonda, nei locali del Gabinetto di Fisica del liceo fermano, l'Osservatorio Meteorologico, a spese del Comune di Fermo e dell'Ufficio Centrale di Meteorologia e Geodinamica, organizzando un servizio d'informazioni meteorologiche in tutto il circondario fermano, anticipando così quegli studi che oggi hanno acquistato fondamentale importanza specialmente nel campo aeronautico.
Nel 1898 si trasferisce al Regio Liceo “Cesare Beccaria" di Milano come docente di fisica.
Nel 1889 lo troviamo, in qualità di assistente del famoso fisico Galileo Ferraris, nel collaudo dell'impianto d'illuminazione elettrica di Fermo.
Nel 1914, per ragioni di salute, ottiene il trasferimento al Regio Liceo “Ennio Quirino Visconti" di Roma e, successivamente, al Regio Liceo “Umberto I", sempre a Roma.il Coherer di Temistocle Calzecchi Onesti
Fu molto impegnato anche nella pubblica amministrazione, sia come consigliere comunale di Monterubbiano, sia come consigliere della Provincia di Ascoli Piceno, sia come consigliere della Cassa di Risparmio, nonché come Presidente dell'Opera Pia “Carducci" di istituzione e beneficenza e infine come Direttore del Convitto Nazionale.
Numerosi sono i suoi scritti di natura scientifica; tra questi menzioniamo quelli sugli “Spettri luminosi" (L'Aquila 1881); sulla “Trasmissione dei suoni in un circuito telefonico" in “Nuovo cimento" (1881), sopra la “Classificazione dei corpi semplici" (Milano 1898), nonché le tre famose “Memorie", pubblicate sul “Nuovo cimento" negli anni 1884, 1885 e 1886, riguardanti lo studio sulla conducibilità delle polveri metalliche”.


Gianfranco Gervasi
Inizia a lavorare a 15 anni nel campo dell’elettricità sino al servizio militare di leva in Marina quale specialista di linee telefoniche.
Al congedo prende servizio presso le “Officine Grandi Riparazioni” delle Ferrovie dello Stato prima a Foligno e poi a Rimini nei reparti elettromeccanici dei locomotori.
Dal 1976 sino al pensionamento passa alle dipendenze della SIRTI S.p.a. quale impiegato nel settore telecomunicazioni.
Gianfranco Gervasi Appassionato di Radiocomunicazioni ottiene l’autorizzazione all’ascolto nel 1971.
Nello stesso anno si iscrive all’A.R.I. di Ancona e sostiene gli esami per il conseguimento della patente di Radioamatore che supera con il massimo dei voti.
Nel 1972 riceve dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni la licenza ed il nominativo: I6GFX.
Dal 1973 Inizia la vita “politica” in seno a vari consigli direttivi nelle Sezioni di Pesaro e Ancona..
Dal 2007 è Presidente del sodalizio dorico rappresentando l’A.R.I. a livello provinciale.
Ha prestato la sua opera nel campo delle Radiocomunicazioni di Emergenza durante i terremoti del Friuli, dell’Irpinia e dell’Abruzzo.
E’ referente per la Provincia di Ancona per la Protezione Civile, del progetto “la Radio nelle Scuole”, per il settore Radioassistenze sportive e cura i rapporti con l’Ispettorato delle Comunicazioni Marche e Umbria.

Logo A.R.I.A.R.I. “Associazione Radioamatori Italiani”
L' A.R.I. “Associazione Radioamatori Italiani” è un Ente Morale che raggruppa oltre 15.000 Radioamatori Italiani.

Il radiantismo, a livello mondiale, è una attività di istruzione e ricerca, protagonista nello strategico settore delle Radiocomunicazioni di Emergenza.

L’A.R.I., dapprima “Associazione Radiotecnica Italiana”, conta ad oggi sul territorio nazionale 295 Sezioni; nella Regione Marche sono 10 le sedi locali. Il primo club dei “radianti" dorici (così venivano denominati al tempo i Radioamatori) nacque in Via Fanti ad Ancona nel 1921.

Qui venivano formati i radiotecnici della Marina e dell'Esercito, i quali usavano per le lezioni una vecchia radio che aveva fatto parte dell'attrezzatura della nave austriaca Franz Ferdinando in demolizione.

Gino Ferroni, I1CI, ed Enrico Cavicchi, I1YQ, furono i primi radioamatori ad Ancona ad ottenere la licenza. Con il passare degli anni, appena finito il dopoguerra, altri appassionati della radio si unirono a coloro che avevano già sperimentato in campo amatoriale le radio-trasmissioni, finché il bisogno di sentirsi uniti in un Club che raggruppasse tutti gli adepti della provincia anconetana spinse I1CI, Gino Ferroni, allora delegato provinciale dell'Associazione Radiotecnica Italiana, a deliberare il 2 giugno 1949 la fondazione della Sezione A.R.I. di Ancona, prima sezione A.R.I. delle Marche.

Oggi la sede dell'A.R.I. è presso Villa Beer dove i novanta soci possono ritrovarsi, discutere sulle loro problematiche, progettare e sperimentare nuove tecnologie e rinsaldare quella profonda amicizia che li accomuna in questa passione riconosciuta dal mondo culturale quale “hobby intelligente”.»


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  • E' opportuno prenotare la visita guidata gratuita del Museo Paolucci
  • inviando un'e-mail a museopaolucci@tiscali.it
  • o contattando il Numero Verde 800.439392 entro Venerdì 28 ottobre.

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Associazione Sistema Museale della Provincia di Ancona - casella postale 532 - 60124 Ancona
part.iva: 01584130429 - email: sistemamuseale@provincia.ancona.it - numero verde: 800 439392 (attivo tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18)

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