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Nicolò Daversa è morto a soli 27 anni per colpa di un’allergia a un farmaco. È successo all’ospedale di Jesi sabato sera ormai ma le polemiche ancora non sono terminate. È deceduto lunedì nel tardo pomeriggio ad Ancona Renzo Polci di 69 anni in seguito a un intervento coronarico che era andato bene.

Come è possibile che nel 2019 si possa ancora morire per una banale allergia? Sono in corso gli accertamenti da parte del Ministero della Salute, paralleli agli accertamenti voluti dai vertici degli ospedali della provincia di Ancona, per fare chiarezza sui fatti e sulla decisione di farlo trasferire a Jesi perché ad Ancona non c’era posto in terapia intensiva.

La ricostruzione dei fatti di sabato sera

Sabato sera arriva in ospedale a Jesi il giovane 27enne Nicolò Daversa, falconarese, da qualche mese residente ad Ancona con la fidanzata. I dolori erano iniziati già due giorni prima. I sintomi che il ragazzo lamentava erano malessere generale, ma non riusciva a trovare sollievo. Nonostante il persistente stato di malessere, il 27 enne decide di non rivolgersi a nessun presidio medico ma piuttosto a un suo conoscente, il quale gli avrebbe iniettato una dose di antibiotico. Il conoscente non è abilitato alla pratica medica e avrebbe scatenano una reazione allergica fatale per il giovane.

Dopo pochi minuti dalla puntura, le condizioni del giovane precipitano e si aggravano notevolmente, passando da sintomi influenzali a uno shock anafilattico. La corsa verso ospedale di Torrette si rivela inutile dato che la terapia intensiva per eccessivo affollamento non accoglie il ragazzo, benché le sue condizioni fossero davvero critiche. Il giovane viene allora dirottato sull’ospedale Carlo Urbani di Jesi, ma al suo arrivo le condizioni sono già critiche. Nulla si poteva ormai fare per evitare l’epilogo di questa vicenda. Il ragazzo si è spento nella notte di sabato nell’incredulità di amici e famigliari.

Questo è quanto emerge dalle prime ricostruzioni che indicano come fatale proprio questa misteriosa iniezione seguita da un mancato ricovero nel primo ospedale più vicino. Non è la prima volta che la sanità marchigiana viene messa sotto la lente di ingrandimento dato che l’ospedale di Torrette ha avuto più problemi nel tempo, tra cui i topi.

La ricostruzione dei fatti di lunedì pomeriggio

Le vicende su cui indagare e far luce al Torrette però non sono finite. È deceduto Renzo Polci di 69 anni, originario di San Ginesio in provincia di Macerata, per colpa di uno shock anafilattico. Nel pomeriggio di lunedì Polci era entrato in sala operatoria per un intervento di routine per problemi coronaci all’ospedale di Torrette di Ancona. La direzione sanitaria di Ancona ha avviato nuovi accertamenti sull’accaduto e la procura ha disposto l’autopsia.

L’intervento era andato bene e i medici avevano informato i famigliari che l’uomo sarebbe a breve tornato in camera. Improvvisamente, la situazione precipita per colpa di uno shock anafilattico dopo aver sistemato il palloncino. Il cuore dell’uomo, già danneggiato a un precedente infarto, non ha retto, nonostante i medici abbiano provato a rianimarlo per circa un’ora di tempo.

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